Spinning Club Italia
Spinning Club Italia - sezione Brianza

"JIGGING, SHAD & LUCCI" di Giorgio De Paoli

Il jigging è sicuramente uno dei metodi vincenti per la pesca in profondità in bacini lacustri estesi.
Con l'utilizzo degli shads in silicone, certamente si aprono nuove prospettive di belle catture su fondali dove le esche tradizionali non riescono a permanere correttamente.
Fondamentale è l'uso di un'imbarcazione per trovare aldilà della corona lacustre,tra i 10 e i 30 m quei salti di profondità,canaloni,legnere,relitti,conoidi di foci, erbai estesi dove trovano dimora i lucci e tutte le specie predatorie che possono attaccare le esche gommose.
Laddove consentito l'ecoscandaglio è il non plus ultra per individuare gli spots indicati,anche se con un po' di pazienza si trovano comunque anche senza l'ausilio di quest'attrezzo.
Si lancia l'esca,attendendo che tocchi il fondo. Dopo di che si imprime all'esca un movimento a saliscendi intervallato da rilasci che permettono al simulacro di toccare nuovamente il fondo.Questo inteso come recupero base.
Si possono effettuare diverse opzioni di recupero,come semplici lineari recuperi, fino a far scattare dal fondo le esche con un veloce recupero atto a costringere i lucci a mangiate di reazione. Col freddo è meglio invece rallentare i recuperi senza troppi scatti. Un buon consiglio è quello di far posare l'esca sul fondo per qualche secondo, per poi farla ripartire celermente:molto spesso provoca l'attacco del luccio.


In questa foto vedete vari tipi di shad presenti in commercio.


In questa immagine invece vediamo il passato e il presente di queste esche nello sviluppo tecnico:dallo shad classico a sinistra,di sezione abbastanza piatta a un modello odierno a destra con amo e piombo dalla foggia abbastanza singolare,affogato nel silicone durante la fusione nello stampo.
Quest'ultima esca offre una migliore silhouette, un nuoto più plastico,la possibilità di creare una testa di pesce più verosimile,con l'aggiunta di occhi tridimensionali inseriti nella fusione. Nello shad classico di sinistra,peraltro in commercio da ormai molti anni è prassi l'uso della testa piombata; un buon consiglio è quello di usare dunque un jig(la testa piombata) di peso non troppo elevato, altrimenti il suo nuoto durante l'azione di pesca risulterebbe un po' penalizzato.
L'ideale per uno shad da 6 pollici(15 cm) è un peso da 3/4 a 1 1/4 max (21-35 gr circa)

In questo caso abbiamo un'altra variante in commercio: la testa dello shad è modellata a forma di testa di pesce,colorata e con l'aggiunta di occhi.La forma del corpo in gomma è ingrossata verso il ventre del pesce esca: il nuoto di questo genere di shad è interessante, presenta un ondeggiamento che percorre tutto il corpo, un autentico side to side come nei classici cranckbaits di legno o plastica dotati di paletta....

Anche se si trova in superficie, vediamo in questa immagine come lavorerebbe lo shad sul fondo rispetto alla lenza:in modo praticamente ortogonale, proseguendo orizzontalmente.


Ecco un luccio di circa 80 cm che ha preso lo shad su un fondale di circa 10 m.Ha abboccato durante una fase di discesa dell'esca. Se si vuol tenere l'esca nei pressi del fondo è necessario dopo una serie di scatti/rilasci lasciare che l'imitazione ricada sul fondo abbassando la canna e anche cedendo filo se necessario.


Qesto esemplare ha invece abboccato su un recupero veloce proseguito di un paio di metri, dopo aver toccato un fondo sui 15-18 m.Ha aggredito furiosamente l'esca,dando un deciso strattone.

COLORI

Queste esche sono fabbricate in molti colori. Tuttavia per non dover essere indotti ad acquistare un gran numero di shads si può fare una certa distinzione: I colori naturali sono sempre validi,specialmente con acque limpide e in giornate luminose dove i raggi del sole penetrano in profondità. Le tonalità più accese,comprendenti anche quelle fluorescenti,sono buone in acque un po' velate,o in condizioni di luce relativamente scarsa.


LA PERCEZIONE DELLE ABBOCCATE

Non sempre si trovano pesci disposti ad abboccate decise: talvolta possono avere approcci verso l'esca più subdoli,è quindi basilare avere una costante attenzione a tutti quei segnali che ci appaiono sospetti:un movimento laterale del filo, un suo ondeggiamento, lievi tocchi e trazioni "strane" devono essere corrisposti a una decisa ferrata da parte nostra; a volte potrebbe essere un banco d'alghe che incrocia il tragitto dell'esca,un masso sommerso o un tronco....o un bel luccio che ci farà passare dei bei momenti!

DIMENSIONI DELLE ESCHE

Parliamo di lucci quindi almeno esche di una certa dimensione,da almeno 12 a 20 cm e anche più...per chi vuol provare........e pesi da 20 grammi a oltre 60-70 gr per gli shad più grossi.....raccomando canne adeguate e fili di buon diametro,0,35-0,40 e per chi usa treccia (ideale per il jigging con gli shad) carichi di rottura tra 30-50 lbs. Non dimenticate il cavetto d'acciaio!
Infine,se volete,si può aggiugere una ancoretta tramite uno spezzoncino di filo d'acciaio che parte dall'occhiello dell'esca fino a dietro l'amo dello shad affondando una punta dell'ancoretta nell'esca,verso la coda.

© Giorgio De Paoli - ultima modifica pubblicata: domenica 11 luglio2005 (log server provider Consultingweb)
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