diari di
pesca e di vita...
Borderline:
Ai confini dello spinning.
Mi e’ sempre piacuto
uscire dagli schemi in cerca di novita’ e la nostra pesca ben
si presta a cio’: basti pensare alla continua evoluzione
della pesca con esche siliconiche che stanno allargando i confini dello
spinning scandalizzando i soliti puristi un po’
troppo attaccati alle classiche esche e tecniche. Non sto dicendo di
gettare alle ortiche i vecchi rotanti o le imitazioni varie di
pesciolini, anche io continuo ad usarle, pero’ ogni tanto mi
piace provare anche qualcosa di nuovo.Io tra l’ altro pesco
anche a mosca e anche in questa tecnica c’e’ una
accesa disputa tra i puristi della “secca” e i
piu’ pragmatici sostenitori della “Secca
se bollano, altrimenti sotto a ninfa o a stramers”.
Detto cio’ voglio proporvi una “pesca di
confine” dalla definizione incerta che si confonde tra mosca,
spinning ed addirittura lo “striscio”. Io
la chiamo Flynning chiara fusione tra Fly fishing e Spinning.
Parlo della pesca degli agoni sui grandi laghi quando questi vengono a
riva per la frega; intendiamoci, NON sono assolutamente un esperto in
materia; ci ho provato qualche volta negli ultimi 2 anni e qualche
soddisfazione me la sono tolta ( anche a tavola: fritti o in
carpione sono buonissimi, non come da secchi quando diventano misultit,
ma... ).
DOVE, COME, QUANDO
Io conosco solo il lago di Como ; dicono i “saggi”
che per pezzatura e quantita’ di pesce e’ migliore
il lago di Iseo, mentre sul Lario sono invece piu’ piccoli ma
piu’ buoni. Il periodo e’ quello che
segue il clou delle cheppie in Taro e Po, quindi fine giugno
– meta’ luglio. Si pesca di sera dopo il tramonto
quando i branchi in frega vengono verso riva , fino a quando
ci si vede e poi si smonta e magari si guarda i locali
pescare con il quadrato fino a notte fonda ( questa si che e’
una pesca http://xoomer.virgilio.it/cjbur/a_spinningtape.htmnoiosa
anche se poi e’ la piu’
redditizzia ). Un posto buono e’ il lungolago di Dervio, zona
porticciolo, basta arrivare verso le 8 di sera per vedere dove sono gli
agoni, dove c’e’ una fila di
pescatori..........trovi il pesce. Non potete sbagliare.
Uso una canna abbastanza morbida di 3,6 m rimasuglio di un passato
trotaiolo da cava , ma anche una canna da spinning magari di
2,40 o 2,70 va bene, filo del 0,18, girella con moschettone
ed un piombo di 10 gr ( va bene anche una bombardina da cava ). Sotto
al piombo si attacca l’ amettiera composta da 5 ami del 8 /
10 “ingentiliti” da “addobbi”
fluorescenti ( vedi foto, non abbiate paura di esagerate coi colori
vivaci mantenendo pero’ una base chiara bianca o
argentea con inserti giallo / rosso / azzurro / verde fluo ).
Io ho acquistato le prime amettiere al Brico, al limite si possono
anche costruire con poco impegno pero’ vi servira’
un morsetto da mosca.
L’ amettiera e’ lunga circa 2 metri ed
e’ libera, niente piombo finale, insomma tipo striscio,
quindi attenzione alle parrucche. Si lancia e si recupera abbastanza
veloce e con strappeti continui, valgono le 2 regole auree della pesca
alla cheppia di cui si dice l’ agone sia un lontano parente
rimasto intrappolato nei laghi alpini:
- trovare il branco ( facile, basta trovare i
pescatori..... poi gli agoni girano spesso, vanno e tornano..... )
- capire a che profondita’ e con quale
recupero interessare i nostri amici ( meno facile, bisogna
provare... )
Fatto cio’ si pesca fin
quando ci si vede, se e’ la giornata buona in 3 ore si riesce
a prendere anche una trentina di lucenti pesciolotti, magari nulla per
un lungo periodo e poi nel giro di mezz’ora...... si fa
cestino con qualche non rara doppietta.
A volte qualche cavedano o persico cade nella trappola predisposta per
gli agoni e sono comunque i benvenuti. La taglia non e’
esagerata , gia’ pesci sui 15 cm sono buoni.
Se va male potete sempre portarvi la morosa o la famiglia o chi volete
e godervi il fresco del lago, e’ incredibile come sono
gradevoli le serate sull’ alto lago, non vi
verra’ piu’ voglia di tornare alla nostra afosa
realta’ brianzola.
L’ uso degli streamer e’ interessante anche in
ottica Cheppie: si puo’ infatti esportare questa tecnica ed
applicarla con poche variazioni ai momenti morti quando le abboccate
all’ ondulante vanno a calare mentre i nostri colleghi
“moscaioli” continuano inperterriti a macinare
catture; allora perche’ non passare al
“Flynning” ? Chi pesca a cheppie sa che
ci sono giorni in cui si passa dalla frenesia all’ apatia
assoluta nel giro di pochi minuti.
Quando nella tarda mattinata o nel pomeriggio le cheppie non sono
piu’ disposte ai loro tipici veloci inseguimenti, bisogna
scendere e stare sul fondo , magari in piena corrente. Io monto allora
un Spinning Tape di peso adeguato alla corrente ( conoscete vero ? I
meno giovani ricordano sicuramente gli articoli di GD Bocchi , comunque
e’ una “coda piombata” che a differenza
del piombo fisso mantiene inalterata tutta la plasticita’
dell’ esca ). Io la uso anche a trote sotto le cascate dove
il rotante o il minnow da 3 cm non riesce a scendere a causa
della corrente o nei profondi correntoni tipici dell’ Adda
quando pesco cavedani , uno spezzone di filo e un bello streamer in
tutto e per tutto simile a quello usato dai moschisti e via....
e’ meno funzionale della pesca con coda di topo, ma .......
rende sempre. Si lancia, si lascia affondare e si recupera con
strappetti continui. L’ abboccata e’ meno violenta
che sul cucchiaino, ma..... funziona.
Vi allego una foto con le ultime catture di agoni, una con alcune delle
esche da usare ed un link ad un sito di costruzione dove si parla dello
Spinning Tape, ciao a tutti
http://xoomer.virgilio.it/cjbur/a_spinningtape.htm
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