diari di pesca e di vita...
Lucci e Rogge
Era una bella giornata di gennaio, straordinariamente mite, a metà mattina la colonnina di mercurio si era fermata tra i 10 e gli 11°C, il cielo stava coprendosi di nuvole leggere e dall'azzurro della mattina stava passando ad un limpido grigio.
Come il solito, il dubbio era tra l'andare a pesca giusto per bagnare il filo alla ricerca di non so cosa o stare in casa a rimpiangere di non essere uscito a pesca.
Questa volta però, non so come, mi sono venuti in mente i racconti di un amico su delle rogge di acqua sorgiva non lontane da casa, dove avrei potuto passare un paio d'ore.
Detto fatto, in men che non si dica, la macchina era già carica e io pronto per la battuta.
Giusto il tempo per raggiungere il "segreto" angolo di paradiso, in effetti, molto conosciuta davvero non era, il primo pensiero ai lucci che senz'altro avrebbero popolato quelle acque, ma il secondo a come mi sarei districato tra quel dedalo di rovi e arbusti.
Dopo i primi timidi lanci, presa confidenza con un'insolita canna da 1,80m, ecco la prima abboccata, proprio come piace a me, in caduta sull'ondulante e tanto bello era che chissà dove avevo lasciato la prontezza di riflessi….
Insomma, il primo luccio era andato con bene in mente che quella cosa strana che saltellava luccicante non era gustosa come poteva sembrare, passo dopo passo, erano più i pesci che riuscivo a mettere in fuga per la goffaggine dei movimenti che non quelli che si lasciavano adescare dalle mie imitazioni di alborella claudicante.
Dopo l'ennesimo inseguimento a vuoto, ecco il fulminante attacco del luccio scattato da quell'intrico di rami sommersi!
Era proprio come me lo sarei aspettato, un bel luccetto di 47 cm, sano e arrabbiatissimo, due scatti e subito il rilascio.
Neanche a dirlo, in breve era già calata la sera, giusto il tempo per gli ultimi lanci e prendere la via di casa.
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