Spinning Club Italia
Spinning Club Italia - sezione Brianza

diari di pesca e di vita...

3. Il primo "cucchiaino"


Avevo capito che o ti fai amico di qualche pescatore bravo o devi informarti in altra maniera.
Regali di Natale desiderati: un libro di chimica, con esperimenti, e un libro sui pesci e la pesca.
Il primo portò conoscenza del metodo scientifico, qualche nube tossica e piccole esplosioni (chissà perch'è i composti più pericolosi sono quelli che più attirano).
Il secondo libro fu mandato a memoria .. tanto da poter costruire una analoga tavola degli elementi con le specie dei pesci...
Terza estate a Riva del Garda. Missione: catturare i persici!
Avevo visto che qualche persico si era avventato sulle arborelle allamate... e letto i consigli del libro sui pesci .. avevo studiato una strategia: all'alba mi fiondavo alla Rocca a pescare con ami del 18 avanotti lunghi 4/5 cm. da mettere in un secchio e da usare come esche vive.
Cambio amo, un bel 12, e via a sondare tutti i pali e i massi che dalla Rocca arrivano alla Centrale Idroelettrica passando per il porto.
Soprattutto vicino ai piloni stazionavano dei bei persici che non resistevano all'invito di papparsi una arborellina indifesa calatagli davanti al muso.
La pesca era a vista, senza galleggiante, e per questo molto più emozionante.
Il persico girava attorno alla preda e poi si avventava cercando di ingoiare di testa l'arborella che, innescata per il labbro, scappava lasciandolo agganciato.
C'era come un senso di giustizia nella mia mente, ero un bounty killer, che puniva i cannibali zebrati.
Veder morire i persici mi rattristava tanto, erano belli e colorati .. si.. sapevo che era l'ordine della natura e mi giustificava la cattura .. e poi erano così buoni!
I più belli erano dopo la Centrale in quel sentiero costeggiato da olendri e fichi cresciuti fra i massi dei muri della sponda, lì l'acqua era subito profonda. Era divertente ma c'era questa cosa del sacrificio delle arborelline che non mi andava giù... 

Il solito temporale... a Riva ci possono essere degli acquazzoni che rasentano la tempesta, il cielo diventa nero e sono fulmini e grandine, questo perchè è un posto molto ventoso tanto da essere molto frequentato dai velisti e ora dai wind-surfers .. dopo le 10.00 l'ora della ORA, il vento caratteristico dell'alto Garda..

Si va nel negozio di pesca a chiacchierare con il commesso che sta sistemando nel cassetto sotto il vetro del banco dei "cosi" di metallo con una ancorina alla fine... avevo letto di quel tipo di pesca praticata soprattutto all'estero .. ma sì .. comperane uno e fatti spiegare come funziona: ...  lancia e recupera (?).

Il giorno dopo andiamo a "timbrare il cartellino" alla centrale: il solito secchio di arborellone.. provo l'aggegio che naturalmente, vista la corrente prodotta dalle bocche della centrale e dal recupero, sta completamente a galla.. dopo un pò viene messo nella cassetta e resta lì ... fino al giorno che, oibò, la centrale è ferma... non si può fare la passata e lanciare lontano 5g. di piombo con quelle canne troppo flessibili è difficile.
Però nel fodero di queste canne della Carson c'era un cimino corto, mai usato, ovvero invece di innestare 3 pezzi diventava da 2 e un pò più rigida.
Lego il "cucchiaino", così l'aveva chiamato il commesso, con quattro nodi e lancio nell'acqua ferma fra le "righe" delle alghe cresciute così per la corrente continua.
Aggancio subito un'alga.. meno male che ho una bobina con filo grosso e viene.
Rilancio e parrucco, il cucchiaino si posa sulla sabbia.. lo vedo .. un paio di minuti per districare e inizio il recupero.
Un'ombra si avventa e una botta pazzesca si ripercuote sul cimino.. si è agganciato da solo e si fionda verso le profondità, la frizione canta... quello che ho sempre sognato si avvera: ho in canna un vero e grande predatore.
Comincia un tira e molla da cardiopalma, il Pep mi dà del "fratel fortunello", gli sarebbe piaciuto essere lui a recuperarlo ma sono stato io a insistere con quella tecnica e mi lascia fare, mi allenta la frizione e mi incita a stare attento alle sfuriate della preda (cose che avevamo letto nei libri di pesca ma averlo in canna è un'altra cosa), la canna si piega in una maniera che ci fa temere la rottura, è pur sempre di refendù!
Dopo un pò viene su: un persico enorme .. viene portato verso la spiaggeta a fianco e preso con le mani, di issarlo neanche a parlarne. Più di mezzo kilo!
Siamo un pò sconvolti, non riusciamo a capire cosa sia successo e perchè ... le letture fatte non ci avevano preparato a questa resistenza selvaggia.

E poi: ma è scemo? il cucchiaino è di ferro! 

Si va al negozio e si compera un pò di tutto senza criterio.

Era cominciata un'altra era ...